Il dritto perfetto nel tennis

L’altro giorno stavo parlando di come fare il dritto a tennis con un appassionato quando, ad un certo punto, una domanda mi è sorta spontanea.
‘Marco, secondo te, qual è la cosa più importante da fare per colpire un dritto perfetto nel tennis? Non so, impattare davanti, spingere con il braccio, dare più rotazione….’

Marco è rimasto per un attimo in silenzio e, poi, aggrottando la fronte mi rispose ‘Tiz, secondo me per colpire un dritto perfetto nel tennis la spinta delle gambe è fondamentale’

Wow, non poteva esserci risposta più azzeccata! Di solito, quando faccio questa domanda, la maggior parte degli appassionati si concentra sull’azione del braccio e della racchetta, su cosa deve o non deve fare la mano e via dicendo.

Certo, avere un braccio veloce e generare energia con l’assetto braccio racchetta è di fondamentale importanza per aggiungere 20 km/h al tuo dritto ma non è la prima cosa da fare per ottenere sin da subito maggior profondità, potenza e precisione.

Eh si, Marco aveva ragione.

Tutto parte dal basso....

A prescindere dalla stance utilizzata (neutral, open o semi open) la spinta delle gambe rappresenta il 50% dell’energia totale generata dai segmenti muscolari per avere un dritto perfetto nel tennis. Ed è importante sapere che l’attivazione dell’intera catena cinetica parte proprio dal piede posteriore.

Infatti, grazie alla spinta del piede posteriore, le gambe e il tronco eseguono contemporaneamente un movimento di rotazione e di spinta verso l’avanti (chiamato in gergo movimento di roto traslazione) che consente di spingere tutto il peso del corpo nella direzione del campo avversario e di mantenere maggiore equilibrio sugli appoggi anche sulla prima e sulla seconda fase di finale.

Se ci pensi bene, tutti gli sport che terminano il movimento con le braccia (golf, basket, boxe) attivano inizialmente la spinta dalle gambe e, in particolare, dal piede posteriore.

Tantissimi giocatori pensano che per tirare forte da fondo campo o per fare un canestro da tre punti basti semplicemente attivare la spinta delle braccia ma, se ci pensi bene, la distanza da coprire è talmente tanta che risulta quasi impossibile generare velocità e profondità con il semplice utilizzo delle leve brevi (spalla braccio, avambraccio e mano).

In poche parole, se non si apprende al meglio la corretta tecnica di spinta degli arti inferiori, il movimento non
avrà mai la consistenza e la pesantezza ideale che ti consentirà di ottenere un dritto perfetto nel tennis.

Spingi con le gambe!

L’errore tecnico principale che commettono la maggior parte degli appassionati principianti amatori quando provano a generare energia con gli arti inferiori è appunto quello di posizionarsi in neutral stance e di attivare la catena cinetica spingendo con le gambe verso l’alto.

In questo modo, il tronco rimane bloccato e il petto continua ad essere rivolto lateralmente rispetto al campo e, di conseguenza, il movimento sarà rigido e piuttosto impacciato.

In pratica, l’unico modo per eseguire il movimento corretto di roto traslazione è quello di generare la spinta partendo dalla rotazione del piede posteriore che, spingendo contro la gamba anteriore (azione di ancoraggio), posiziona il collo del piede stesso verso l’avanti attivando la spinta verso la direzione del campo, generando momentum angolare.

Questa è l’unica tecnica che permette il trasferimento del peso del corpo nella direzione del campo e lo sblocco delle anche al momento dell’impatto.

Devi sapere che la gamba anteriore e la gamba posteriore non lavorano in sincronia per generare energia sulla palla ma hanno una vera e propria suddivisione dei ruoli:

– La gamba posteriore ruota e  spinge verso l’avanti generando energia

– La gamba anteriore funge da ancoraggio rimanendo ferma nella stessa posizione con la punta del piede direzionata a 45° rispetto alla palla

Solo in questo modo l’energia generata dal basso si riesce a trasferire correttamente anche verso l’alto.
Per chiarire meglio questo concetto, ho appena finito di girare un video training che può esserti utile per applicare sin da subito in campo questo ‘Trucchetto del Mestiere’ e generare energia con la spinta degli arti inferiori in neutral stance.

Meglio giocare in Open o in Neutral stance?

Anche questa è una domanda molto frequente tra gli appassionati che vorrebbero generare più velocità di palla partendo proprio dalla spinta degli arti inferiori ma non sanno bene come fare.

Innanzitutto, partiamo col dire che la stance utilizzata dipende dallo spostamento che il giocatore compie all’interno del rettangolo di gioco. Infatti, se si esegue uno spostamento a breve-medio raggio (fino ai 5 metri) io consiglio sempre di posizionarsi in neutral stance appunto perchè avere due piedi appoggiati a terra è meglio che averne uno solo.

In pratica, non è necessario mettersi in difficoltà su una situazione gestibile a livello di pressione spazio temporale. In genere, utilizzare una open stance con palla lenta e centrale è una cosa che non consiglio proprio a nessuno.

Diciamo che condivido in pieno il ragionamento di Ivan Ljubicic (ex 3 del mondo e allenatore di Roger Federer) quando dice al giocatore svizzero che, fin che può, è meglio appoggiare due piedi piuttosto che uno solo.
E questo è un consiglio tecnico preziosissimo sia per quanto riguarda il miglioramento del proprio livello di gioco sia per quanto riguarda il discorso prevenzione infortuni.

Infatti, un eccessivo uso dell’open stance anche su spostamenti a breve-medio raggio comporta l’usura dell’anca con conseguente intervento e, nel peggiore dei casi, protesi.

Gustavo Kuerten e Lleyton Hewitt sono solamente due giocatori di vertice che hanno subito prematuri interventi all’anca per una iper estensione della stessa su ogni colpo.

Un pò di definizioni....

Okey, okey, fermiamoci un attimo, forse sono andato un pò troppo veloce 🙂
So che ora hai capito perché non devi utilizzare l’open stance sugli spostamenti a breve raggio ma…. che cos è la open stance?

La Open Stance (o posizione aperta) è quella posizione che ti consente di giocare il dritto perfetto nel tennis durante uno spostamento ad ampio raggio (dai 5 ai 10 metri) mantenendo il piede posteriore di fianco al piede anteriore e generando energia solamente con una gamba sola.

Infatti, i principi di caricamento e di spinta in open stance vengono generati esclusivamente con la gamba posteriore mentre la gamba anteriore rimane completamente svincolata dal terreno.

Il vantaggio dell’open stance è appunto quello di riuscire a giocare un dritto nel tennis efficace anche quando l’avversario gioca forte e ti ritrovi in piena fase difensiva appunto perché ti consente di recuperare velocemente il mid point e di generare comunque interessanti velocità sulla palla.

L’Open Stance ha un livello di difficoltà superiore alla neutral stance appunto perché hai bisogno di trovare l’equilibrio e di generare energia con una gamba sola e ciò richiede grande forza dell’arto inferiore interessato oltre che ad una stabilità del tronco ottimale (addome e lombare).

‘Ho capito Tiz ma perchè non posso posizionarmi in neutral anche su uno spostamento a lungo raggio?’

Beh, dipende tutto dalla velocità della palla avversaria.
Se l’avversario ti ‘mette alle corde’ tirando una ‘bordata’ vicino alla riga non hai proprio il tempo di metterti di fianco e di colpire.

Inoltre, anche se ci dovessi riuscire, le anche rimarrebbero completamente bloccate e la rotazione del tronco sarebbe quasi nulla.

Diciamo che la Open Stance è la posizione ideale per gli spostamenti difensivi e ad ampio raggio ma per eseguirla al meglio serve una buona coordinazione (equilibrio dinamico) e una buona forza fisica (arti inferiori e core).

Questa è una posizione che consente di generare maggiore rotazione top spin alla palla appunto perché il momentum angolare è principale rispetto al momentum lineare in direzione lineare.

Per quanto riguarda la Neutral Stance, invece, il discorso è opposto a ciò che abbiamo detto prima.
Infatti, i piedi si mantengono paralleli tra di loro con la punta del piede posteriore parallela alla linea di fondo campo (durante la fase di preparazione) e la punta del piede anteriore rivolta a 45° verso la palla.

Questa è una posizione che garantisce massima stabilità ed equilibrio e maggiore trasferimento del corpo da dietro verso l’avanti e viene utilizzata per gli spostamenti a breve e medio raggio.

Il 'Trucchetto del Mestiere' - La tecnica della rullata

Sai che non ti lascio mai senza un ‘Trucchetto del Mestiere’ pratico da poter incollare immediatamente sul tuo dritto, vero?

E anche oggi, infatti, come da consuetudine, voglio passarti un espediente assolutamente pratico per migliorare la spinta dei tuoi arti inferiori partendo proprio dall’attivazione del piede posteriore.

Il ‘Trucchetto’ di oggi riguarda appunto la ‘rullata’, ovvero quella tecnica che eseguiamo naturalmente quando appoggiamo il piede per camminare con la successione tallone-pianta-punta.

Infatti, portando il peso del corpo in caricamento sulla gamba posteriore in neutral stance, per attivare l’intera catena cinetica nella maniera corretta, il consiglio è appunto quello di alzare la punta del piede anteriore e di spingerti verso l’avanti solo quando la palla ha rimbalzato all’interno della tua metà campo.

Mi spiego meglio….

Scambiando da fondo campo, cerca di eseguire la tecnica della rullata con questi 4 semplici passi:

Passo #1 Posizionarsi in neutral stance

Passo #2 Caricare il peso del corpo sulla gamba posteriore

Passo #3 Alzare la punta del piede anteriore mantenendo il contatto con il terreno solamente con il tallone

Passo #4 Azionare la ‘rullata’ del piede anteriore al rimbalzo della palla sulla tua parte di campo, attivando il trasferimento del peso del corpo da dietro verso l’avanti

Se riuscirai a sincronizzare questi quattro passi il tuo dritto partirà come non lo hai mai visto partire prima evitando di cadere subito verso l’avanti per l’eccessivo carico prodotto sulla gamba anteriore.

E anche per questo ‘Trucchetto’ ho un video tutorial ‘fresco fresco’ di giornata che può chiarirti ciò che ti ho appena detto.

Molto bene! Anche oggi siamo arrivati al termine di questo articolo dove abbiamo visto insieme davvero tantissime cose interessantissime e soprattutto pratiche per migliorare il tuo dritto nel tennis sin da subito!

Da parte mia ti ringrazio per aver letto questo articolo ‘il dritto perfetto nel tennis’  e sono certo che, se metterai insieme questi quattro segreti incollandoli sul tuo dritto, riuscirai a giocare un dritto come non hai mai fatto prima!

Se desideri ricevere qualche chiarimento o hai qualche dubbio riguardo questo argomento puoi commentare qui in basso, prometto di risponderti nel più breve tempo possibile!

Nel frattempo ti auguro tutto il meglio e come sempre….

Play Tennis with Passion!

Tiziano 

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