rovescio a una mano o due

Rovescio a una mano o due

Non hai ancora deciso se giocare il rovescio a una mano o due e, ogni volta che il tuo avversario ti tira da quella parte di campo, ti senti completamente a disagio perché sai già di commettere un errore gratuito talmente tanto imbarazzante da far voltare la testa dall’altra parte anche a chi ti sta guardando?

Se questo è ciò che provi allora seguimi attentamente in questo articolo perché sto per passarti una guida suddivisa in 3 semplici passi che puoi utilizzare ogni volta che ti senti in vera difficoltà con il tuo rovescio per spingere questo tuo colpo sempre più potente e preciso.

Ma prima di far diventare il tuo rovescio un’arma fondamentale nell’arsenale del tuo gioco, hai bisogno di decidere velocemente quale tipo di rovescio utilizzare se quello a una mano o quello a due.

La scelta più importante per il tuo tennis....

Come ben sai, non puoi giocare in entrambi i modi perché la tecnica e la bio meccanica del bimane è diversa da quella del rovescio a una mano e ti ritroveresti solamente più confusione in testa.

Infatti, anche i giocatori professionisti prediligono una tecnica piuttosto che l’altra e non cambiano impostazione fino alla fine della propria carriera.

Ad esempio, non vedrai mai Roger Federer giocare in partita con il rovescio a due mani così come non vedrai mai Rafael Nadal giocare in partita con il rovescio a una mano.

E questo accade proprio perché ci sono delle predisposizioni fisiche e tecniche che favoriscono la tecnica del rovescio a una mano o a due e che variano di giocatore in giocatore.

Quindi, fatta questa premessa, avrai sicuramente capito che al termine di questo articolo dovrai decidere quale rovescio utilizzare e mantenerlo per tutta la tua folgorante carriera tennistica.

Nessuna scusa.

 

Attenzione! Evita di commettere questo errore

Purtroppo mi capita molto spesso di vedere appassionati cambiare rovescio dopo essersi allenati per anni con una impostazione solo perché per due settimane non riuscivano più a giocarlo in campo.

Credimi, non c’è cosa più sbagliata da fare!

Cambiare rovescio solo perché è un periodo che lo giochi male non è una buona scusa per incasinare ancora di più il tuo tennis.
Infatti sono stati davvero pochi giocatori ad aver cambiato impostazione tecnica dopo anni e anni di rovescio giocato in un certo modo.

Ad esempio, il cambio più famoso di tutti è stato quello di Pete Sampras che, a 17 anni compiuti ha deciso di cambiare rovescio passando dal bimane a quello ad una mano.

Certo, è stata una scelta che lo ha ripagato abbondantemente ma resta sempre il fatto che il colpo peggiore di ‘Pistol Pete’ rimaneva pur sempre il rovescio coperto, soprattutto quando gli avversari acceleravano veloce dalla parte sinistra.

Ad ogni modo, sono pochissimi i giocatori professionisti e non che ottengono vantaggi dal cambio del rovescio a una mano o due (e viceversa) e, proprio per questo motivo, ti consiglio di scegliere una tecnica e di proseguire con quella, anche nei periodi più bui del tuo tennis.

Passo #1: Il tronco è una componente di spinta o di stabilità?

Il primo passo che vorrei analizzarti per decidere se è meglio per te giocare il rovescio a una mano o due è proprio quello che riguarda la tecnica della rotazione pelvica.

Infatti, il tronco, a seconda che si parli di rovescio a una mano o a due mani, svolge un ruolo completamente differente.
Nel rovescio a una mano funge da stabilizzatore e, quindi, non interviene come principale componente di accelerazione.

In pratica, durante la fase di accelerazione del rovescio a una mano, il tronco annulla gli angoli di separazione che si sono venuti a creare durante la fase di accelerazione (unit turn) e arresta il suo movimento consentendo il trasferimento del peso del corpo e del braccio dominante verso l’avanti.

Questa fase, nel rovescio a una mano è davvero fondamentale perché se il tronco comincia a ruotare prima dell’impatto sulla palla, tutte le componenti di spinta non sarebbero direzionate correttamente verso l’avanti causando poca velocità e penetrazione al colpo stesso.

Il ruolo del tronco nel rovescio a due mani

Per quanto riguarda il rovescio bimane, invece, il tronco svolge un ruolo di spinta e di accelerazione sul colpo.
Infatti, le anche ruotano verso l’avanti e rimangono completamente sbloccate al momento dell’impatto.

E, tutto questo, garantisce maggiore velocità di palla e momentum angolare.

Quando si parla di rovescio bimane, l’accelerazione del tronco è fondamentale perché consente di ‘sbloccare’ l’arto non dominante e di portarlo in avanti e in alto.

Passo #2: Il ruolo dell'arto non dominante

Anche per quanto riguarda il ruolo dell’arto non dominante c’è una sostanziale differenza tra rovescio bimane e rovescio a una mano.

Infatti, nel rovescio bimane, l’arto non dominante spinge sulla palla e garantisce più energia al colpo.
Se vuoi giocare il rovescio a due mani, devi sapere che questo elemento è importantissimo nello sviluppo della tecnica di questo colpo.

Non puoi giocare un rovescio bimane tecnicamente perfetto se non spingi correttamente con l’arto non dominante.

Molti appassionati scelgono se giocare il rovescio a una mano o due proprio in base a quanto riescono a ‘sentire’ il movimento con l’arto non dominante.

Infatti se la spinta è equi distribuita, potresti pensare di staccare la mano e giocare il rovescio a una mano. 

Al contrario, se hai una estrema padronanza con l’arto non dominante e hai un rapporto di spinta vantaggioso con questo arto rispetto a quello dominante di 70%-30% oppure 60%-40%, allora potresti arrivare alla conclusione di giocare il rovescio a due mani.

Per sensibilizzare la spinta dell’arto non dominante e scoprire se sei portato a colpire principalmente con questo arto nel tuo rovescio bimane, un esercizio molto usato è quello di colpire la palla con entrambe le mani per poi staccare la mano dominante e continuare lo swing fino alla fase di finale con l’arto non dominante.

Se esegui questo esercizio per una decina di minuti in palleggio con il tuo compagno di circolo ti renderai conto sin da subito se il rovescio bimane fa proprio al caso tuo.

rovescio a una mano o due

Rovescio a una mano: la corretta tecnica dell'arto non dominante

Per quanto riguarda l’intervento dell’arto non dominante nel rovescio a una mano, il principio è identico a quello del tronco.
Infatti, l’arto non dominante, in questo caso, non svolge un ruolo di spinta ma di stabilità ed equilibrio al colpo stesso.

In pratica, durante la fase di accelerazione e dopo il racket drop, la mano non dominante si stacca progressivamente dal ‘cuore’ della racchetta mentre l’arto dominante si sposta verso l’avanti.

Durante la fase di impatto e di finale, questa differenza tra i due arti aumenta gradualmente fino ad arrivare alla famosa ‘sbracciata’ tipica del rovescio a una mano nella quale le scapole si chiudono e l’arto non dominante è completamente ‘sganciato’ dietro al corpo.

In questo modo, l’equilibrio al colpo è stato portato correttamente e l’arto non dominante ha aiutato a ‘bilanciare’ l’azione del trasferimento del peso del corpo e dell’arto dominante verso l’avanti.

Un esercizio che puoi fare per scoprire se il tuo arto non dominante rimane bene dietro al corpo durante l’arco di tutto il movimento è quello di tenere una pallina proprio sulla mano non dominante e di lanciarla verso dietro mentre impatti.

Questo esercizio è davvero fondamentale per far lavorare bene l’arto non dominante che, molto spesso, rimane inattivo e produce una eccessiva rotazione del tronco al momento dell’impatto.

Passo #3: Differenze in fase di preparazione

Un’altro elemento tecnico da tenere presente nella scelta tra rovescio a una mano o due è proprio quello della fase di preparazione.

Anche qui, ci sono degli aspetti sostanziali che si differenziano tra i due prototipi di rovesci.

Infatti, il vantaggio del bimane è proprio quello di produrre velocità della testa della racchetta con uno spazio di accelerazione molto ridotto.

In pratica, anche con una preparazione semi circolare e senza la necessità di allontanare l’attrezzo troppo sopra il capo, riesci comunque a produrre una buona velocità di palla.

E questo perché l’uso dell’arto non dominante e del tronco come ruolo di spinta aiuta a produrre velocità interessanti senza il bisogno di ‘allungare’ troppo il movimento.

In poche parole ti puoi permettere di preparare meno (angolo di separazione tra spalle e anche di 10°) e di impattare quasi sempre bene la palla davanti al corpo ottenendo un vantaggio sul timing relativo.

Invece, nel rovescio a una mano, l’angolo di separazione tra spalle e anche è di 30°, proprio come quello del dritto e ciò ti consente di portare la racchetta bene sopra al capo (preparazione circolare) e in deviazione obliqua (250°).

In questo modo l’attrezzo produce uno spazio di accelerazione maggiore rispetto al rovescio bimane e, questo, perché si ha la necessità di produrre velocità di palla solamente con 3 muscoli piccoli del corpo: trapezio, deltoide posteriore e tricipite ‘tagliando’ completamente fuori dai giochi i muscoli grandi come tronco e arto non dominante che fungono da stabilizzatori.

Ecco perché la tecnica del rovescio a una mano è più complessa rispetto a quella del rovescio bimane.

Hai bisogno necessariamente di aumentare l’ampiezza dello swing per produrre più velocità di palla e, aumentando l’ampiezza dello swing, il rischio è proprio quello di non prendere sempre bene la palla davanti al corpo.

rovescio a una mano o due

Conclusioni: rovescio a una mano o due, quale scegliere?

In definitiva, la scelta spetta sempre e solo a te.
In base alle tue caratteristiche tecniche e predisposizioni fisiche.

In questo articolo ti ho elencato 3 passi da utilizzare come linee guida nella tua scelta ma, ovviamente, il tutto deve essere rapportato in base alla tua situazione specifica perché, come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, varia da giocatore in giocatore.

Ed è così per i professionisti proprio come per gli appassionati.

Ora sai le vere differenze tra rovescio a una mano o due e sai anche che il rovescio a una mano è un pò più complicato da eseguire, tecnicamente parlando.

Ma questo non deve scoraggiarti assolutamente perché se ti senti di avere delle buone predisposizioni per questa tecnica, è giusto che tu decida di abbracciarla.

Inizialmente potresti scegliere il rovescio ad una mano perché l’allungo del braccio ti consente di muovere un pò meno i piedi rispetto al bimane ma, questa, non deve essere una motivazione per scegliere uno piuttosto che l’altro.

Tantissimi appassionati propendono per il rovescio a una mano per pigrizia.

Perché non muovono le gambe e allungano braccio, racchetta e schiena nel tentativo di colpire.

Ma se hai letto questo articolo fino a qui, sai benissimo che non devi commettere questo errore.

La scelta verte su ben altri elementi tecnici e non sul fatto di non muovere i piedi per comodità e per ‘buttare’ semplicemente dall’altra parte della rete questo colpo.

Il rovescio va spinto, con tutta l’energia che hai dentro.

Ti auguro una buona scelta!

E prima di finire....

Molto bene! Anche oggi siamo arrivati al termine di questo articolo dove abbiamo visto insieme davvero tantissime cose interessantissime e soprattutto pratiche per migliorare il tuo rovescio sin da subito!

Prima di concludere questo ‘succulento’ articolo volevo dirti che….

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Da parte mia ti ringrazio per aver letto questo articolo ‘rovescio a una mano o due’ e sono certo che, se metterai insieme questi quattro segreti incollandoli sul tuo rovescio, riuscirai a giocare un rovescio come non hai mai fatto prima!

Se desideri ricevere qualche chiarimento o hai qualche dubbio riguardo questo argomento puoi commentare qui in basso, prometto di risponderti nel più breve tempo possibile!

Nel frattempo ti auguro tutto il meglio e come sempre….

Play Tennis with Passion!

Tiziano 

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