Tennis: il dritto in top spin

Sei alla ricerca di un modo facile ed immediato per eseguire correttamente il dritto in top spin, aggiungere complessità di palla al tuo dritto, ‘sbattere’ sulla recinzioni di fondo campo il tuo avversario e scoprire come migliorare il tuo dritto nel tennis?
Ami giocare di dritto e pensi che questo colpo possa darti tante soddisfazioni in partita?

Non ci sono dubbi, hai bisogno di apprendere immediatamente i ‘Trucchetti del Mestiere’ essenziali per giocare il dritto in top spin. Come dici? Non hai la più pallida idea di come giocare il dritto in top spin? Beh, non ti preoccupare, anche questa volta puoi contare sul mio aiuto.
Posso infatti fornirti io tutti gli espedienti e le esercitazioni pratiche per riuscire “nell’impresa”.

Nel tennis professionistico vedi tantissimi giocatori colpire con il dritto in top spin così tanto esasperato da far ‘schizzare’ la palla per aria subito dopo il rimbalzo. Rafael Nadal, ad esempio, è un vero ‘profeta in patria’ in questo.

Pensa che, il dritto di Rafa fa girare la palla a 4.800 RPM (rivoluzioni per minuto) e, la rotazione impressa, permette di farla girare verso l’avanti ma anche su se stessa proprio come la rivoluzione terrestre.

Immagina di vederti arrivare un ‘bolide avvelenato’ del genere, che cosa faresti?

Ma torniamo a noi….

Esistono tantissimi metodi per insegnare ed apprendere il dritto in top spin, alcuni dei quali non richiedono necessariamente ore e ore di allenamento passate sul campo per automatizzare il movimento corretto.

Per poter giocare in top spin non è dunque indispensabile avere a disposizione una perfetta padronanza tecnica del tuo dritto. Tutti, infatti, possono giocarci e imparare a farlo in quattro e quattr’otto senza particolari difficoltà, hai la mia parola.

Quindi, se sei effettivamente interessato a scoprire in che modo procedere per giocare il dritto in top spin ti suggerisco di prenderti qualche minuto di tempo libero e di concentrarti sulla lettura di questo articolo. Devi solo seguire passo passo i 3 step che sto per proporti, apprenderne l’essenza di ciascuno, e metterli in pratica sul campo.

Detto ciò, mettiamo al bando le ciance e cominciamo subito a darci da fare. Non ti assicuro che alla fine di questo articolo avrai un top spin ‘alla Nadal’ ma di certo avrai le basi solide per iniziare a migliorarlo, fidati!

Step #1: Il racket drop

Il racket drop, comunemente definito in italiano ‘caduta della racchetta’, è quel particolare movimento sul dritto che si esegue facendo appunto ‘cadere’ la punta della racchetta verso il basso.

Infatti, al termine della fase di preparazione, quando la racchetta scende sotto alla linea delle spalle, la mano ha il compito di abbandonare la punta della racchetta stessa verso il basso, creando una differenza di piani tra l’attrezzo e la palla in arrivo.

Questo movimento va eseguito allentando la tensione sulle ultime due dita della mano (mignolo e anulare) che sono le dita della forza. Molto spesso consiglio agli appassionati che vengono a lezione da me di far scendere la mano sul manico fino a fare uscire fuori il mignolo per sentire questa sensazione.

Personalmente utilizzo anche un altro espediente pratico che è quello di alzare il mignolo dal manico durante l’arco di tutto il movimento per avvertire quella sensazione di ‘abbandono’ della punta della racchetta e di conseguente fluidità di tutto il movimento.

Una volta avvertita la sensazione di release (rilascio muscolare) puoi provare anche ad alzare entrambe le dita (mignolo e anulare) e a portare il colpo solamente con le dita della precisione (pollice, indice e medio).

Se esegui correttamente l’esercizio dovresti sentire la racchetta muoversi liberamente nell’aria proprio come se avessi ‘una frusta’ in mano.

Purtroppo, la maggior parte delle infiammazioni ai tendini del gomito (epicondiliti ed epitrocleiti) avvengono proprio a causa di un errato racket drop dovuta alla sensazione di muovere la racchetta come se fosse un bastone.

Questa rigidità del movimento è causata da una scarsa caduta della testa della racchetta che, durante la fase di accelerazione, rimane bloccata sullo stesso livello della palla.
Infatti, capita spesso di voler tenere sotto controllo tutto il movimento e di irrigidire la mano (facendo estrema pressione sul manico). 

In questo modo non si fa altro che irrigidire l’intero movimento e di arrivare all’impatto completamente bloccati, applicando una forte tensione al momento dell’impatto sulla palla.

La conseguenza di tutto ciò è un finale di movimento rigido che produce una scarsa pesantezza e profondità di palla.

Ecco perché, per evitare tutto questo e prevenire il rischio di seri infortuni, il mio consiglio è proprio quello di automatizzare la corretta caduta della testa della racchetta togliendo pressione sulle dita della forza e facendo scendere l’attrezzo sotto al livello della palla così da ottenere sin da subito un movimento più sciolto e rilassato.

Per di più, questa particolare tecnica oltre che a prevenire il rischio di infortuni sviluppa la rotazione interna del braccio attorno alla spalla, elemento che consente di spingere verso l’avanti e verso l’alto, generando un mix di forze e complessità di palla (speed-colpo piatto + spin-colpo in rotazione top spin).

Step #2: Il vertical swing

Il vertical Swing è derivante dall’accelerazione verticale della racchetta che, dopo aver attraversato bene verso l’avanti la palla anche un attimo dopo l’impatto, si porta verso l’alto fino ad arrivare con la testa della racchetta stessa a puntare verso la direzione del cielo prima di chiudere con un movimento ‘a sciarpa’ sopra la spalla opposta.

Il vertical swing è fondamentale per consentire la verticalità dell’attrezzo e una spinta del colpo dal basso verso l’alto.

Infatti, dopo aver eseguito correttamente il racket drop la racchetta esegue un movimento verso l’avanti e verso l’alto che consente alla palla di generare quella complessità e quella pesantezza necessaria a mettere in seria difficoltà l’avversario.

Purtroppo noto di frequente che l’errore più comune tra gli appassionati giocatori principianti amatori è proprio quello di chiudere il colpo appena dopo l’impatto creando poco spazio tra braccio e tronco sulla seconda fase di finale.

In poche parole, si viene a generare una sorta di ‘movimento a cintura’ nel quale la racchetta termina bassa e sotto la spalla del giocatore con il gomito completamente ‘scarico’.

Al contrario, se il movimento è stato eseguito in maniera tecnicamente corretta, lo swing avanti-alto ti permetterà, sulla seconda fase di finale, di mantenere l’angolo di 90° tra braccio e avambraccio e di 90° tra braccio e tronco (con gomito alto e rivolto verso la direzione del campo).

Detto questo, ora, arriviamo allo step #3 per continuare a scoprire come migliorare il tuo dritto nel tennis….

Step #3: Inclinazione del piatto corde

Altro elemento molto importante per giocare un corretto dritto in top spin riguarda l’inclinazione del piatto corde che, deve essere rivolto necessariamente verso il basso (mantenendo l’avambraccio ‘scarico’ e in completa decontrazione muscolare) fino ad un attimo prima dell’impatto.

In pratica, il piatto corde descrive tre traiettorie essenziali durante il movimento del tuo dritto:

1) Descrive una traiettoria curvilinea ed è inclinato verso il basso durante la fase di preparazione e di accelerazione

2) Si ‘appiattisce’ durante la fase di impatto con le corde parallele alla rete

3) Descrive una nuova traiettoria curvilinea ed è inclinato verso il basso durante la fase di finale

E proprio su questo argomento, devi sapere che, ultimamente, molti appassionati mi stanno ponendo questa domanda:

‘Tiz, quanto è importante l’esecuzione corretta del gesto tecnico anche quando la palla è uscita dalle corde?”

Questa domanda mi viene fatta spesso proprio perché, soprattutto a livello amatoriale, si ha la tendenza di pensare che una volta che la palla è uscita dalle corde la maggior parte del movimento è stato eseguito.

Nella realtà dei fatti, invece, non c’è nulla di più sbagliato da pensare.

La palla viene ‘modellata’ e ‘prende forma’ soprattutto con il finale del movimento. 
E’ il finale che permette alla palla di ottenere una traiettoria curvilinea e di farla ricadere all’interno del campo con quella giusta dose di top spin.

E’ il finale che ti permette di non giocare un dritto completamente piatto e fuori di metri.

Ricordati…. una volta che la palla è uscita dalle tue corde, questa, va sempre accompagnata verso l’avanti e verso l’alto perché è proprio quest’ultima parte di movimento che da la consistenza e la solidità al colpo.

Tornando sull’argomento, l’inclinazione del piatto corde verso il basso per il 98% dello swing è fondamentale per diminuire la superficie di attrito tra palla e corde e per ‘strisciare’ maggiormente la pallina.

Infatti, mantenendo il piatto corde inclinato verso il basso e senza modificare questo assetto durante la fase di timing relativo, il rumore che sentirai sarà acuto, sintomo di un buon top spin.

Molto bene! Anche oggi siamo arrivati al termine di questo articolo dove abbiamo visto insieme davvero tantissime cose interessantissime e soprattutto pratiche per migliorare il tuo dritto in top spin sin da subito!

Da parte mia ti ringrazio per aver letto questo articolo ‘tennis: il dritto in top spin’ 🙂 e sono certo che, se metterai insieme questi tre step incollandoli sul tuo dritto, riuscirai a giocare un dritto in top spin come non hai mai fatto prima!

Se desideri ricevere qualche chiarimento o hai qualche dubbio riguardo questo argomento puoi commentare qui in basso, prometto di risponderti nel più breve tempo possibile!

Nel frattempo ti auguro tutto il meglio e come sempre….

Play Tennis with Passion!

Tiziano 

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